Assertività

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Assertività

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L’assertività è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro e valido le proprie emozioni e opinioni senza offendere né aggredire l’interlocutore. Permette di avere l’abilità di esprimere i propri sentimenti e scegliere come comportarsi in una specifica situazione, di difendere i propri diritti e aumentare la propria autostima, di esprimere con serenità un’opinione di disaccordo quando si ritiene opportuno.

L’assertività si basa su una solida e convinta fiducia in se stessi. Per cominciare a imparare come essere assertivi è necessario adottare un nuovo punto di vista.

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Vediamo dei piccoli passi da fare:

  • Impara ad esprimere le tue posizioni, i tuoi bisogni e desideri, anche se sono diversi da quelli altrui; è molto meglio dire ciò che si vuole, piuttosto che dire sempre “ a me va bene tutto”.
  • Impara a parlare anche un po’ di te e non metterti solo in disparte ad ascoltare gli altri; se quello che pensi è opportuno e sensato, esprimilo! Gli altri impareranno a conoscerti e ad apprezzarti.
  • Accetta i complimenti!
  • Quando qualcuno dice qualcosa e tu non sei d’accordo, impara ad esprimere in maniera educata la tua opinione; non startene zitto pensando che in questo modo si vive meglio: scambiare opinioni è fonte di crescita.
  • Se non capisci qualcosa impara a chiedere “perché”!
  • Difendi i tuoi diritti e impara anche a dire “no”; se sei infastidito per qualcosa dillo con garbo, ma fallo notare.
  • Non giustificarti se hai espresso un’idea diversa dagli altri, è la tua e quindi rispettabile quanto le altre.

Inoltre l’assertivo è autocritico, autoironico, non giudica ma valuta, conosce i suoi limiti, ascolta l’altro, non subisce e non aggredisce, sa chiedere scusa ammettendo i propri errori.

L’assertività e’ quindi un modello di comportamento, un atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita che può essere visto come un punto di equilibrio tra essere aggressivi ed essere passivi.

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La persona assertiva comprende i propri bisogni e le proprie emozioni e li sa esprimere in maniera onesta e costruttiva, senza provare imbarazzo o sensi di colpa e raggiungendo cosi’ i propri obiettivi senza ferire gli altri oppure se stessa.

 

Essere passivi : compiacenza e acquiescenza con conseguente mancata espressione di opinioni, bisogni, diritti e desideri

– Il passivo ha paura di: offendere l’altro, farlo soffrire, rovinare il rapporto, sembrare cattivo o egoista

– La persona passiva non riesce ad esprimere i suoi bisogni per cui: si isola dagli altri, perde la stima di sé esplode diventando aggressiva

La persona che ha comportamenti passivi accantona le proprie esigenze ed emozioni per accontentare gli altri, per paura di rifiutare, di dire di no. Ha difficoltà ad esprimere la sua opinione, e’ influenzabile e pensa che le opinioni degli altri valgano più della sua. (…sarei voluta andare al mare oggi, ma poi G. mi ha chiesto se gli davo una mano e…dai, come facevo a dirgli di no…)

Essere aggressivi: espressione di opinioni, bisogni, diritti attaccando, colpevolizzando, giudicando, umiliando

– L’aggressivo ha paura di: essere attaccato e quindi attacca, essere sopraffatto, sembrare debole

– La persona aggressiva esplodendo: rovina i rapporti con gli altri, stimola l’aggressività diretta o indiretta, si sente in colpa,  abbassa la sua autostima

La persona che ha comportamenti aggressivi cerca di raggiungere i propri obiettivi calpestando gli altri, e’ concentrata su se stessa, ha un atteggiamento prevalentemente distruttivo ed a volte puo’ essere violenta.

(E‘ come ti dico io!! o fai cosi’ o …)

Si può ovviamente oscillare da una modalità all’altra in diversi contesti e con diverse persone ( sindrome del pendolo) con conseguente inasprimento dei rapporti sociali e lavorativi.

Facciamo un altro esempio di comunicazione ma questa volta in campo affettivo! Immaginiamo una coppia in cui la ragazza vorrebbe che il proprio compagno fosse più presente.

Se ha uno stile passivo probabilmente tace per paura di perderlo ( il ragazzo, secondo lei, potrebbe considerarla una palla al piede e lasciarla), se ha uno stile aggressivo urla e

sbraita rivendicando le proprie ragioni ( il solo modo per farsi ascoltare è gridare e farsi vedere forti), se ha uno stile assertivo potrebbe dire: “In questo momento ti sento distante e avrei bisogno di averti e sentirti più vicino.

Capisco i tuoi impegni, come ne ho anche io, ma desidero passare più tempo con te perché ritengo sia importante per la crescita del rapporto e per me”.

Con tale comunicazione si lascia spazio alla comprensione da parte dell’altro e si da

modo di replicare e confrontarsi.

L’altro ha così più informazioni su di noi e può capire cosa ci fa star male e cosa no e soprattutto ha la possibilità eventualmente di cambiare, se vuole, comportamento. Il “Se mi ama lo deve capire” è un pensiero mal posto e irrazionale l’altro è un essere umano come noi e non può sapere cosa vogliamo e di cosa abbiamo bisogno almeno che non lo esplicitiamo chiaramente.

Per diventare assertivi, inoltre, è indispensabile monitorare il proprio comportamento:

  • Bisogna studiare i propri comportamenti prendendone distacco.
  • Ammettiamo ed esprimiamo le emozioni, qualsiasi esse siano, senza tenerle dentro.
  • Guardiamo il nostro interlocutore negli occhi mentre parla.
  • Importante è assumere una postura eretta, poiché la chiusura suggerisce passività.
  • Manteniamo un tono della voce regolare e consono.

Bibliografia:
E. Giusti, 2005 “Autostima, psicologia della sicurezza in sé” Sovera Edizioni
Leonardo Marletta, Liliana P. Pacifico, 1995 “La comunicazione situazionale” F. Angeli

I DIRITTI ASSERTIVI

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• Il diritto di essere trattato sempre con rispetto e dignità
• Il  diritto  di  avere  ed  esprimere  un’opinione  personale    non  necessariamente
coincidente con quella altrui.
• Il diritto di essere ascoltato e preso sul serio quando si esprimono i propri punti di vista e le proprie opinioni
• Il diritto di chiedere ciò che si ritiene opportuno nel rispetto del reciproco diritto a
rifiutare
• Il diritto di dire no senza sentirsi in colpa sul piano personale
• Il diritto di provare degli stati d’animo e di manifestarli in modo assertivo
• Il diritto di commettere errori
• Il diritto di cambiare opinione e modo di pensare
• Il diritto di non soddisfare sempre le aspettative altrui
• Il diritto di dire “non capisco”
• Il diritto di esprimere il proprio disinteresse verso iniziative di altri
• Il diritto di decidere sulla propria responsabilità di risolvere problemi altrui
• Il diritto di decidere cosa fare di tutto ciò che è di propria ed esclusiva pertinenza e che non lede i diritti altrui
• Il  diritto  a  perseguire  e  raggiungere  i  propri  obiettivi  ed  il  proprio  successo
superando gli altri
• Il diritto di chiedere un chiarimento ed essere informato
• Il diritto di avere bisogni e desideri che sono importanti quanto quelli degli altri
• Il diritto di essere i soli giudici di noi stessi

Raffaella Grasso

Raffaella Grasso

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